lunedì 18 maggio 2015
La maskanda, la musica degli zulu del Sud Africa
Si chiama maskanda, o maskandi, ed è una musica tradizionale degli zulu del Sud Africa. Originariamente essa veniva suonata e cantata solo dagli uomini, mentre oggi ci sono anche delle interpreti donne di questo genere musicale. La musica maskanda viene suonata con strumenti economici e portatili che fanno parte della tradizione musicale sudafricana, oppure da strumenti più moderni con cui si cerca di ricreare i suoni degli strumenti più antichi. Oggi per esempio, viene usata molto la chitarra, ed è proprio con questo strumento che in una canzone maskanda si dà il ritmo e la tonalità all'inizio della canzone, mentre solo un attimo più tardi inizia la parte cantata della canzone. I testi delle canzoni maskanda possono essere dei brani poetici, dei testi di elogio verso qualcuno, o semplicemente dei brani dove il cantante racconta episodi della vita propria o della propria comunità, le sue gioie, i suoi dolori, le sue emozioni in generale, o anche la sua visione del mondo. Originariamente le canzoni di maskanda erano molto lunghe, mentre adesso è più facile trovare canzoni di 3-4 minuti, come quelle cui si è abituati in occidente. Per chi volesse avere un'idea della musica maskanda, questi sono alcuni video dove la si canta e la si balla.
domenica 17 maggio 2015
Koo Nimo, grande interprete della musica tradizionale ghanese
E' un veterano della musica ghanese e un importantissimo portatore della tradizione musicale e culturale di questo Paese. E' Koo Nimo, nome d'arte di Kwabena Boa-Amponsem, nato nel 1934 nel villaggio di Foase, della regione di Ashanti, in Ghana. Fin da giovane egli ha coltivato la sua passione per la musica della sua terra natale, mentre lavorava in campo medico-scientifico. Nel 1957 si unisce all'Addadam Agofomma ensemble, con cui inizia a farsi conoscere e apprezzare nel suo Paese, mentre qualche anno più tardi entra a far parte dell'Ashanti palmwine ensemble, che suona la musica Palmwine con strumenti quasi tutti originari del Ghana o dell'Africa occidentale: l'apentemma, il donno, la frikyiva, il prempensua, la ntorwa, la nnawuta e il dawuro. Nonostante l'enorme lavoro musicale ed etno-musicale svolto da Koo Nimo, di lui sono usciti solo 3 album: Ashanti Ballads, del 1968, Osabarima, del 1990, e Tete Wobi Ka, del 2000. Koo Nimo, con la sua chitarra, ha suonato e suona soprattutto le musiche palmwine e highlife, tipiche del suo Paese e dell'area africana circostante, e ha cantato e canta soprattutto storie tradizionali del suo Paese, nella lingua Twi, un dialetto diffuso soprattutto in Ghana. Quest'artista ghanese ha ricevuto moltissimi premi a riconoscimento del suo lavoro di ricerca e salvaguardia della tradizione ghanese, ed è stato anche professore di etno-musicologia in ben 2 università americane. Per chi volesse conoscere più a fondo Koo Nimo, qui si può trovare il suo cd Osabarima, mentre questi sono alcuni video con sue canzoni ed esibizioni.
sabato 16 maggio 2015
Djelimady Tounkara, grande chitarrista del Mali
Quando si trasferì da Kita, sua città natale, nella regione occidentale del Mali, a Bamako, capitale del Paese, la sua intenzione era quella di fare il sarto. Ma non andò cosi. Djelimady Tounkara divenne uno dei musicisti più conosciuti e apprezzati del panorama musicale del suo Paese. In effetti questo artista era cresciuto in una famiglia di griots, musicisti e storici, immerso nella musica e nella tradizione della sua città e del suo Paese fin da ragazzo. Durante gli anni della sua adolescenza, Djelimady iniziò a suonare il djembe e lo ngoni, due strumenti tipici dell'Africa occidentale, ma poi, quando appunto si trasferì a Bamako per lavorare, iniziò a suonare la chitarra e da lì la sua fama nazionale e internazionale è cresciuta progressivamente decennio dopo decennio. La sua prima orchestra fu l'Orchestre Misira di Bamako, e da lì, proprio per le sue doti di chitarrista, passò all'Orchestre National della capitale. Agli inizi degli anni '70 del secolo scorso si unì, sempre come chitarrista, alla Rail Band, un gruppo molto famoso in Mali in quegli anni. Mentre successivamente suonò in un trio chiamato Bajourou, e solo nel 2001 è uscito il suo primo album da solista, intitolato Sigui, cui è seguito l'album Solon Kono, uscito nel 2005. Nella sua carriera Djelimady Tounkara ha sempre interpretato con la sua chitarra le musiche tradizionali del Mali, non disdegnando di unire ad esse talvolta sonorità dance e pop. Per chi volesse approfondire la conoscenza di questo grande chitarrista maliano, qui si possono trovare i suoi cd, mentre questi sono alcuni video con sue interpretazioni.
venerdì 15 maggio 2015
I Söndörgő, la musica slava del sud dell'Ungheria
Si chiamano Söndörgő, sono ungheresi e il loro obiettivo è di promuovere con le loro canzoni la tradizione musicale delle comunità slave di serbi e croati che risiedono nelle regioni meridionali dell'Ungheria, la maggior parte delle quali sono situate lungo il Danubio. Il gruppo è nato nel 1995 a Szentendre, una piccola cittadina vicino a Budapest, dove forti sono le impronte della comunità serba, ed i suoi componenti sono Áron Eredics, Benjamin Eredics, Salamon Eredics, Dávid Eredics e Attila Buzás. Come si può vedere la maggior parte dei membri del gruppo sono fratelli, e questo non è un caso dato che il loro padre era musicista. Lo strumento principale usato dai Söndörgő è il tambura, una specie di mandolino, che talvolta viene supportato da strumenti a fiato e dalla fisarmonica. Il gruppo si è esibito in diversi festival in Ungheria e in altre parti d'Europa, e ha al suo attivo 3 album. Il primo, uscito nel 2009, è frutto della collaborazione tra i Söndörgő e il sassofonista macedone Ferus Mustafov e si intitola In concert. Il secondo, intitolato Tamburising-Lost
Music of the Balkans, è uscito nel 2011. Mentre il terzo s'intitola Tamburocket, ed è uscito nel 2014. Per chi volesse conoscere più da vicino i Söndörgő e la loro musica, questo è il loro sito, dove è possibile ascoltare anche alcune loro canzoni, mentre questi sono alcuni video dove li si può ascoltare e vedere in azione.
giovedì 14 maggio 2015
I Monoswezi, un mix di musica tradizionale africana e musica occidentale
I Monoswezi sono un gruppo di 5 musicisti che provengono da 4 paesi diversi: Zimbabwe, Mozambico, Norvegia e Svezia. I loro nomi sono Hope Masike, voce, m'bira, e percussioni, Calu Tsemane, voce e percussioni, Putte Johander, basso, Erik Nylander, batteria e percussioni, e Hallvard Godal, sassofono clarinetto. Questi artisti si sono ritrovati insieme per una passione in comune, la musica africana, che difatti costituisce il piatto forte del loro repertorio. In aggiunta alla musica tradizionale africana, soprattutto di Zimbabwe e Mozambico, i Monoswezi suonano e cantano anche canzoni scritte da loro, dove ai ritmi africani si mescolano elementi della musica occidentale più moderna e del jazz in particolare. Del resto lo spirito di fusione tra diverse tradizioni musicali è inscritto nel nome stesso della band: Monoswezi deriva dalle iniziali dei diversi Paesi da cui provengono gli artisti che compongono il gruppo: Mo (Mozambico), No (norvegia), Swe (Svezia) e Zi (Zimbabwe). Al suo attivo questo gruppo afro-scandinavo ha 3 cd: Monoswezi e The Village, del 2013, e Monoswezi Yanga, del 2015. Per chi volesse conoscerli meglio, questo è il loro sito, qui si possono trovare i loro cd e alcune loro canzoni in mp3, mentre qui li si possono ascoltare e vedere in azione in alcuni video.
mercoledì 13 maggio 2015
Gli Abies Alba, la musica tradizionale del Trentino
Si chiamano Abies Alba e già il loro nome richiama il forte legame con la loro terra d'origine e con il tipo di musica che fanno: la musica tradizionale del Trentino. Infatti Abies Alba è il nome scientifico dell'abete bianco, e l'abete bianco è uno degli alberi più presenti nelle Valli Giudicarie, nella parte occidentale del Trentino, dove il gruppo è nato nel 1978. I componenti di questo gruppo sono: Franco Susini, voce, flauto traverso, flauto dolce, cornamuse e ottavino, Mauro Odorizzi, voce, gironda, viola, violino e mandolino, Nicola Odorizzi, voce, ocarina, organetto diatonico e percussioni, e Maurizio Tomasi, voce, percussioni, chitarra classica e chitarra acustica. Il repertorio musicale del gruppo è fatto sia di quei canti e di quelle musiche che caratterizzavano i momenti di maggiore socialità nella terra trentina, come i matrimoni, le feste dei coscritti o le feste dell'uva, sia di canzoni originali scritte dagli Abies Alba, sempre sulla scia del patrimonio musicale trentino. A seguito di un lavoro di ricerca e di raccolta sulla musica tradizionale trentina, sono arrivati i primi lavori discografici: nel 1994 è uscito l'album In punto alla mezzanotte, nel 1998 è stata la volta di Nel paese di Armonia, un cofanetto con due cassette di musica per bambini, nel 2000 è uscito Oggi non si lavora e nel 2006 l'album Abies Alba. Questo gruppo trentino ha fatto inoltre diversi concerti sia in Italia che all'estero, partecipando anche a prestigiosi festival di musica folkloristica. Per chi volesse conoscere meglio gli Abies Alba, questo è il loro sito, mentre qui li si può ascoltare e vedere in azione in alcuni video.
martedì 12 maggio 2015
Roberto Balocco, importante interprete della musica popolare piemontese
Fin da ragazzo Roberto Balocco si trova immerso nella tradizione della propria regione, il Piemonte, con i suoi zii e i suoi nonni che gli tramandano testimonianze della storia del posto e le canzoni popolari piemontesi. Poi frequenta le piòle torinesi, le osterie del capoluogo piemontese, dove, tra un bicchiere di vino e l'altro, si raccontano storie, vicende, aneddoti della storia piemontese e dove si canta alcune canzoni che hanno fatto la storia della musica popolare piemontese. E a queste piòle e a quanto appreso in esse, Roberto Balocco dedicherà molti dei suoi lavori discografici. Il suo primo concerto lo tiene nel 1965, all'età di 24 anni, nel Teatro Gobetti di Torino. Da quel momento Roberto sarà un torrente in piena in quanto a produzione musicale, con centinaia di concerti, 21 dischi, tra 33 e 45 giri, varie tournèe all'estero, dove riceve anche dei premi di livello internazionale, e 9 cd, usciti nell'arco di tempo che va dal 1998 al 2010: Canson e Tradission: dal 1600 a le canson dla piòla, del 1998, La stòria a l'é bela..., del 1999, Le canson dla piòla: la veja piòla, sempre del 1999, Le canson dla piòla: la piòla neuva 1, del 2000, Le canson dla piòla: la piòla neuva 2, sempre del 2000, Cheur giojos ël cel l'agiuta Omaggio ad Ignazio Isler, del 2002, un omaggio al poeta del '700 piemontese, e poi ancora Le nòste canson: da Ambrogio e Lièta a la Corenta, del 2007, Le nòste canson: da L'amante confessor a Magna Gioana, sempre del 2007, e Guarda 'l mond e fà d' canson: omaggio a Angelo Brofferio, con 12 canzoni dedicate all'avvocato astigiano Angelo Brofferio. Per chi volesse conoscere meglio Roberto Balocco e la sua produzione musicale, qui è possibile sentire in video alcune sue canzoni, mentre qui si possono trovare alcuni suoi cd.
Iscriviti a:
Post (Atom)