sabato 30 maggio 2015

La Macina, la ricerca della musica popolare marchigiana

Amano definirsi Gruppo di ricerca e di canto popolare; la ricerca etnomusicologica è quindi al centro del loro lavoro, la ricerca delle più antiche tradizioni orali della loro terra, le Marche, la ricerca del cuore della vecchia cultura contadina, la ricerca dei canti popolari tramandati di generazione in generazione. Questo sono innanzitutto la Macina, un gruppo di artisti che hanno nella musica popolare marchigiana il centro del loro repertorio. Il gruppo è formato da Gastone Petrucci, voce, Adriano Taborro, direttore musicale, Marco Gigli, voce e chitarra, Roberto Picchio, fisarmonica, Michele Lelli, batteria, Riccardo Andrenacci, batteria, e Giorgio Cellinese, coordinatore. La Macina ha al suo attivo 16 album, da Vene il sabado e vene il venere, uscito nel 1982, a Aedo malinconico ed ardente, fuoco ed acque di canto, vol. III, del 2010. Per chi volesse approfondire la conoscenza di questo gruppo marchigiano, questo è il loro sito, qui si possono trovare alcuni loro cd, mentre qui li si può vedere e ascoltare in video in alcune loro esibizioni.

venerdì 29 maggio 2015

I Traballo, la musica tradizionale marchigiana

Il loro repertorio è frutto un viaggio di ricerca nella musica tradizionale marchigiana e questo non solo per i canti e i balli che il gruppo recupera dalle tradizioni portate avanti dai più anziani, ma anche per gli strumenti tipici di quella terra che essi non solo recuperano, ma anche costruiscono o ricostruiscono se necessario. Il nome di questo gruppo è Traballo e i suoi membri sono 6: Danilo Donninnelli, voce, violone e percussioni, Margherita Valli, voce e tamburi, Claudia Gentili, voce, Gianni Donnini, organetto, Alfio Venuccio, chitarra e mandolino, e Ilaria Mignoni, violino. Tra i canti e le danze che costituiscono il repertorio dei Traballo vi sono il piruli, la quadriglia, la paroncina, il cantamaggio, il saltarello, la castellana e la pasquella; dalle versioni tradizionali di questi canti e di queste danze popolari spesso, durante i loro concerti, i Traballo improvvisano testi al momento, a seconda del pubblico che hanno davanti e dell'atmosfera che aleggia intorno a loro, unendo cosi tradizione e improvvisazione, saggezza dei più anziani con abilità artistiche dei più giovani. Agli spettacoli musicali, fatti finora sia in Italia che all'estero, i Traballo uniscono l'interesse per gli strumenti tipici della tradizione marchigiana; ed ecco allora che nei loro concerti spuntano strumenti come la caccavella putipù, la raganella, il violone fabrianese, o il tamburello marchigiano. Per chi volesse approfondire la conoscenza dei Traballo, delle loro canzoni, dei loro balli e dei loro strumenti, questo è il loro sito, mentre questi sono alcuni video dove li si può vedere in azione.

mercoledì 27 maggio 2015

Monoswezi Yanga, il nuovo album dei Monoswezi

I Monoswezi, il gruppo che mescola musica africana con sonorità jazz targate Scandinavia, ha pubblicato un nuovo album, intitolato Monoswezi Yanga. Nell'album spiccano le canzoni tratte da storie e brani tradizionali dello Zimbabwe, come Matatya, che racconta del desiderio e della richiesta di un amore più maturo da parte di una giovane ragazza, Mhondoro, dove si chiede agli ascoltatori di proteggere l'ambiente in cui vivono, Lobola e Wadadisa, due canzoni che parlano del matrimonio, mentre Povo m'povo e Nhetembo, sono due brani che incitano a combattere per ciò che è proprio. Ma ecco la tracklist completa del nuovo album dei Monoswezi:
1. Intro
2. Povo m'povo
3. Mbira Yanga
4. Matatya
5. Wadadisa
6. Naku Xuva
7. Lobola
8. Dande
9. Mhondoro
10. Nhetembo
Qui è possibile trovare il nuovo cd dei Monoswezi.

martedì 26 maggio 2015

I Luf, un mix di musica popolare della Val Camonica e di rock

Tra di loro c'è chi fa il camionista, chi il professore, chi l'infermiere e cosi via, perché i Luf, un gruppo musicale della Val Camonica, in provincia di Brescia, suonano per divertirsi, ma per vivere fanno un altro mestiere. Il gruppo è nato nel 2000 da un'idea di Dario Canossi, che, dopo un lungo percorso musicale insieme a Davide Van De Sfroos, decide di dar vita a un gruppo che mescola canti e suoni della Val Camonica con sonorità rock. Nel repertorio dei Luf tanti brani originali, molti brani cantati nel dialetto della Val Camonica, e tante canzoni in cui si mescolano il richiamo della tradizione di questa terra bresciana con il riferimento all'attualità.  Ma chi sono i Luf, che in dialetto locale significa lupi, in quanto essi si considerano un branco di musicisti provenienti da esperienze artistiche anche molto diverse tra loro? C'è ovviamente Dario Canossi, voce, chitarra, testi e musiche, poi ci sono Sergio "Jeio" Pontoriero, voce e basso, Ranieri "Ragno" Fumagalli, fiati e cornamuse, Stefano Civetta, fisarmonica, Cesare Comito, chitarre, Alessandro Apinti, violino, Angapiemage "Anga" Persico, violino, Sammy Radaelli, batteria, Pier Zuin, cornamuse, Alessandro Parilli, basso e contrabbasso, Alberto Freddi, violino, e Lorenzo "Puffo" Marra, fisarmonica e voce; questa la formazione attuale, anche se i Luf sono un gruppo "aperto" a cui ogni tanto si aggiunge qualche musicista che ha voglia di divertirsi con loro. Al proprio attivo i Luf hanno già 8 album: Ocio ai Luf, Bala e Fa Balà, Paradis Del Diaol, So Nahit 'N Val Camonegha, Luna Di Rame e Di Ottone, Flel, Mat e Famat, e Terra e Pace, scritta per il centenario dell'entrata in guerra dell'Italia nella prima guerra mondiale. Per chi volesse conoscere più da vicino i Luf, questo è il loro sito, qui si possono trovare i loro cd, mentre qui è possibile ascoltare in video molte loro canzoni.

lunedì 25 maggio 2015

I Canusìa, la musica popolare del Lazio

Il loro nome, Canusìa, significa desiderio nel dialetto di Sezze, un piccolo comune in provincia di Latina, e Sezze è la prima città dove essi si sono esibiti. Perché desiderio? Perché ciò che anima questo duo, formato da Mauro D'addia, voce e chitarre, e Anna Maria Giorgi, voce e percussioni, è il desiderio di riscoprire e di riproporre la tradizione musicale di Sezze e dei luoghi circostanti, passando per i Monti Lepini fino ad arrivare a tutta la musica popolare del Lazio. La loro avventura è iniziata nel 2006, e da allora è stata instancabile l'opera di ricerca e di recupero delle tradizioni musicali della loro regione, soprattutto attraverso la testimonianza canora delle persone più anziane, che tramandano ancora oggi una storia antica che non è mai venuta meno, nonostante la veloce evoluzione della nostra società. E così, nel repertorio dei Canusìa, rientrano gli stornelli, semplici poesie improvvisate che spesso riflettono sulle condizioni della vita di chi le canta, le filastrocche, le serenate e i canti di lavoro. I Canusìa hanno al loro attivo la partecipazione a diversi festival e progetti di musica popolare e due cd: E anche ar mi marito, del 2013, che parla di una donna che perde il proprio marito durante la prima guerra mondiale, e Stornelli anticlericali del '48, sempre del 2013. Per conoscere meglio i Canusìa e il loro lavoro di riscoperta e riproposizione della musica popolare del Lazio, è possibile visitare il loro sito, qui è possibile trovare i loro cd, mentre qui si possono ascoltare e vedere in video altre loro interpretazioni.

domenica 24 maggio 2015

Mohammad Reza Shajarian, la musica tradizionale persiana

E' considerato uno dei più grandi interpreti ancora viventi della musica tradizionale persiana, un maestro, un ostad, come si dice in farsi, ed è nato nel 1940 a Mashhad, in Iran. Il suo nome è Mohammad Reza Shajarian, che ha iniziato a cantare fin dalla tenera età di 5 anni sotto la guida del padre, mentre a 12 anni ha avuto inizio il suo percorso di studi relativi alla musica tradizionale persiana, fondata sui radif, un insieme di figure melodiche tramandate di generazione in generazione per via orale; 7 anni più tardi egli ha iniziato a cantare per la radio iraniana Radio Khorasan, e questo può essere considerato l'inizio della sua carriera musicale; da allora infatti, e per tutti gli anni '60 del secolo scorso, Mohammad Reza Shajarian ha avuto sempre più successo nel suo Paese, e ha iniziato a configurare un suo proprio stile nel cantare la musica tradizionale persiana, dopo averne appreso tutti i segreti dai principali maestri di questo genere. Da allora quest'artista iraniano ha realizzato diversi lavori discografici, ha insegnato nel Dipartimento di Belle Arti dell'Università di Teheran e ha lavorato alla radio e televisioni nazionali iraniane. Attualmente si esibisce con il gruppo Masters of Persian Music, insieme ad altri due ostad, Kayhan Kalhor e Hossein Alizadeh, e a suo figlio Homayoun Shajarian. Mohammad Reza Shajarian ha vinto diversi premi internazionali per la sua musica ed al suo attivo 45 lavori discografici, la maggior parte dei quali realizzati in collaborazione con altri grandi interpreti della musica tradizionale persiana. Per chi volesse approfondire la conoscenza di Mohammad Reza Shajarian, questo è il suo sito, dove si può consultare la sua ampia discografia, mentre qui è possibile ascoltarlo in alcuni video.

venerdì 22 maggio 2015

Kayhan Kalhor, grande suonatore di kamancheh

E' un grande suonatore del kamancheh, uno strumento a corde di origine persiana, e con questo strumento suona musica tradizionale persiana. Il suo nome è Kayhan Kalhor, ed è nato a Teheran, in Iran. Kayhan, per apprendere la tradizione musicale di origine persiana, ha viaggiato molto per le diverse regioni dell'Iran che presentano tradizioni musicali tutte proprie, e ha studiato in particolare le musiche tradizionali delle regioni del Khorason e del Kordestan. Kayan suona da quando aveva 7 anni, e a soli 13 anni venne invitato a suonare con l'Orchestra Nazionale della Radio e della Televisione dell'Iran. Questo musicista iraniano ha collaborato con diversi gruppi musicali, primo tra i quali lo Shayda Ensemble, quando aveva 17 anni. Successivamente è stato co-fondatore dei complessi Dastan e Ghazal, che facevano musica tradizionale persiana. Con i Dastan ha fatto uscire l'album Through Eternity, Homage to Molavi, del 1999; mentre con i Ghazal ha pubblicato gli album: Lost Songs of the Silk Road, del 1997, As Night Falls on the Silk Road, sempre del 1998, Moon Rise Over the Silk Road, del 2000, e The Rain, del 2003. Inoltre Kayhan Kalhor è membro del Yo-Yo Ma’s Silk Road Project con cui ha fatto uscire 3 album Silk Road Ensemble: When Strangers Meet, del 2001, Silk Road Ensemble: Beyond the Horizon, del 2004, e Silk Road Ensemble: Impossibilities, del 2007; inoltre 3 delle sue canzoni, Turquoise Night of Neyshabur, Silent City e Mountains Are Far Away sono inclusi in altrettanti album del gruppo. Inoltre Kayhan Kalhor ha al suo attivo anche album da solista, come Eastern Aperture, del 1995, e album pubblicati con la collaborazione di altri artisti o di altri gruppi, come Scattering Stars Like Dust, del 1998, Caravan, del 2000, Night Silence Desert, sempre del 2000, Without You, del 2002, In the Mirror of the Sky, del 2004, Fariad, del 2005, Wind, del 2006, e Silent City, del 2008. Oltre agli album, Kayhan Kalhor ha fatto numerosi concerti in giro per il mondo, sia da solo che con prestigiosi ensemble internazionali, come la New York Philarmonic e l'Orchestre National de Lyon. Per chi volesse approfondire la conoscenza di questo musicista iraniano, questo è il suo sito, qui si possono trovare i suoi cd, mentre questi sono alcuni video di sue performances ed esibizioni.