domenica 12 aprile 2015

Mafalda Arnauth, il fado che unisce passato e presente

Nonostante la passione per la musica l'avesse colta fin da quando era una ragazzina, Mafalda Arnauth non avrebbe mai pensato di diventare una cantante di fado di successo. Era infatti già al quinto anno di veterinaria quando le prime sue apparizioni nei fado clubs di Lisbona iniziarono a farla conoscere al pubblico portoghese e a farla apprezzare dai suoi ascoltatori. Oggi Mafalda Arnauth ha già pubblicato 7 album e ha raggiunto un suo stile personale che unisce legame con la tradizione del fado e attenzione verso l'attualità e la vita di tutti i giorni. Il primo album di questa artista portoghese è uscito nel 1999 e portava come titolo il suo nome; era una sorta di coronamento di un inizio di carriera che l'aveva già vista girare il mondo a fare concerti. All'album del debutto ne sono seguiti altri 6: Esta Voz Que Me Attravessa, del 2001, Encantamento, del 2003, Diario, del 2005, Flor de Fado, del 2008, Fadas, del 2010, e Terra de Luz, del 2013. Sul suo sito, oltre a conoscere meglio l'artista, è possibile anche ascoltarla in alcuni video che vanno dal malinconico Terra de Luz, al riflessivo Flor de Verde Pinho, all'allegro Vira de Minha Rua. Qui è possibile vedere e ascoltare Mafalda Arnauth in altri video ancora.

venerdì 10 aprile 2015

Olcay Bayir e la sua musica multiculturale

Si chiama Olcay Bayir, vive a Londra ma è di origine turca, per la precisione viene dalla regione curda della Turchia meridionale, un pezzo di terra che in passato fu anche greco. E questa origine la fa sentire tutta nelle sue canzoni, dove ritmi anatolici, mediterranei e mesopotamici si mescolano in un genere musicale rilassante e melodico. Per il momento Olcay Bayir ha al suo attivo solo un album, quello del suo debutto da solista, che si chiama Neva/Harmony. Qui è possibile ascoltare la cantante nella canzone che apre l'album, intitolata Jarnana, e dalla stessa pagina poi si possono ascoltare tutte le canzoni dell'album. Prima di questo album Olcay ha studiato musica classica in Inghilterra, e ha avuto modo di collaborare con artisti provenienti non solo da Turchia e Inghilterra, ma anche da Albania e Venezuela; si tratta quindi di un'artista abituata a fondere diverse radici musicali e ad essere aperta a sempre nuove sperimentazioni. Per chi volesse conoscere meglio Olcay Bayir e la sua musica, questo è il suo sito ufficiale.

mercoledì 8 aprile 2015

Saidi, la musica etnica dell'alto Egitto

Si chiama saidi ed è un'espressione musicale tipica della regione rurale del nord dell'Egitto, nella zona a sud del Cairo, nelle vicinanze di località quali Luxor, Assiut, Minya e Aswan; è proprio il nome della regione dove è nato che dà il nome a questo genere musicale. Sono principalmente 4 gli strumenti che vengono utilizzati in questo tipo di musica: il nahrasan, un tamburo a due facce, il tabla baladi, un tamburo che emana un suono particolarmente profondo, il mizmar saidi, uno strumento a fiato fatto in legno, e il rebaba, uno strumento a corde. Gli esponenti più di spicco di questa musica etnica dell'alto Egitto sono la Metqal Qenawi's Les Musiciens du Nil, di cui qui è possibile ascoltare le canzoni Dyati Mali e Tfarrak al-Halawa, e qui è possibile vedere alcuni video, Met-al all'nawy, Shoukoukou, Omar Gharzawi, Ahmad Ismail, Sohar Magdy e Ahmed Mougahid.

martedì 6 agosto 2013

Inis Fail, la musica tradizionale irlandese

Si chiama Inis Fail ed è un gruppo di musicisti italiani (più un irlandese unitosi alla band recentemente) specializzato in musica tradizionale irlandese. I musicisti del gruppo sono Luca Crespi, che suona alcuni strumenti tipici irlandesi come la cornamusa irlandese, il flauto irlandese e il thin whistle, Enrico Monaco, al contrabbasso, Lucia Picozzi, alla fisarmonica, Alessia Pasini, voce del gruppo che suona anche il bodhràn, tipico tamburo irlandese, Francesco Bettoni, alla chitarra, e l'ultimo arrivato del gruppo, l'irlandese Colm Murphy, voce ma anche suonatore di violino e pianoforte. Il gruppo, fondato nel 1996, ha al suo attivo numerosi concerti, sia in Italia che all'estero, e 4 cd: Tradizionale, del 1998, One More, del 2001, The Blue Bottle, del 2004, e Rebound, del 2006. Per chi volesse conoscere meglio Inis Fail e la loro musica, questo è il sito ufficiale del gruppo, dove è possibile consultare anche i loro prossimi concerti, mentre qui è possibile vedere alcuni video di loro esibizioni.

giovedì 18 luglio 2013

Albert Hera, il divertimento di creare con la voce

Lui si diverte a cercare di fare solo con la voce tutto quello che si può immaginare a livello di suono; quindi non solo canto, ma anche suoni improvvisati e riproduzione di suoni presenti nella natura o nelle lingue e nelle culture delle varie genti sparse per il mondo. Il suo nome è Albert Hera, per il momento ha prodotto due album tutti suoi, Consciousness del 2005 e Aria del 2011, e vanta diverse collaborazione con altri artisti e cantanti, tra cui anche Bobby McFerrin. Tra le sue creazioni sonore le circle songs, cosi chiamate in quanto vengono cantate da un gruppo di persone disposte in cerchio con lui al centro che fa da direttore; in poche parole le persone in cerchio vengono suddivise in gruppi e a ogni gruppo Albert propone un fonema con un gesto simbolico condiviso e i diversi fonemi, con connotazioni armoniche distinte e specifiche, vanno a formare la circle song; per capire meglio di cosa si tratta si consiglia l'ascolto di questa breve intervista a Albert. Per chi volesse conoscere meglio Albert Hera e le creazioni sonore fatte con la sua voce, questo è il suo sito e questi sono alcuni video con lui protagonista.

sabato 27 aprile 2013

Peppe Consolmagno, la sua voce e gli strumenti che vengono dal mondo

Peppe Consolmagno è un musicista un po' sui generis, che non è specializzato in uno strumento in particolare, ma che ama suonare con più strumenti, anche molto diversi tra loro, compresa la sua stessa voce. E' questa la particolarità di questo musicista musicologo nato a Rimini 55 anni fa: la quantità di strumenti che utilizza, il modo con cui li ha recuperati o costruiti, e il modo in cui li usa. Si tratta di strumenti che appartengono a tradizioni musicali africane, latinoamericane o asiatiche, e che Consolmagno ha riportato a casa sua dai suoi viaggi, o che lui stesso ha costruito con le sue stesse mani, utilizzano materiali anch'essi presi durante i suoi viaggi culturali e musicali, bambù o legno, zucca o metallo che sia. E' cosi che il gong birmano si unisce nei suoi concerti al flauto a una nota suonato dai pigmei, e che le tazze da meditazione si uniscono ai vasi africani; ed è cosi che ai suoni generati da questi strumenti si unisce la sua stessa voce, a dare forma a concerti che sono vere e proprie creazioni musicali interetniche. Per chi fosse interessato a conoscere meglio Peppe Consolmagno e le sue creazioni musicali, questo è il suo sito, dove è possibile consultare alcuni suoi progetti musicali, mentre qui si possono vedere dei video in cui lui è all'opera

giovedì 11 ottobre 2012

I Django Fingers, la musica gitana che viene da Parma

Fanno musica gitana, ma non solo. Per la precisione la loro musica può essere chiamata in 3 modi diversi: Jazz Manouche, Swing Manouche o Gypsy Jazz, dove la parola Manouche sta ad indicare una delle famiglie zingare più importante del continente europeo, e la musica che porta quel nome è la loro musica, un incontro tra la tradizione musicale gitana, già frutto di vari incontri e intrecci musicali, il jazz americano degli anni '30 e il Valzer Musette francese. Ah già... il nome del gruppo... Django Fingers, le dita di Django, tradotto in italiano; dove Django sta per Django Reinardht, grande chitarrista gitano massimo esponente dello swing manouche. Ed è proprio dalle musiche di Django che i Django Fingers sono partiti nella loro avventura musicale parmense. Ma i loro nomi quali sono? Eccoli: Alessandro Ricci, Corrado Caruana e Emiliano Bozzi; il primo e il secondo chitarristi, il terzo contrabbassista. Al loro attivo un disco: il Django Fingers Vol. 1, che contiene sia brani loro originali sia loro interpretazioni di musiche di Django Reinardht. Per chi volesse approfondire la sua conoscenza dei Django Fingers, questa è la loro pagina su Facebook, mentre qui è possibile vedere alcuni video.