Si chiama Deconstruction il nuovo album del virtuoso della chitarra Pino Forastiere. E' il nono album per il musicista di Latronico e il primo realizzato tutto da sé. E' un album breve, che dura solo una trentina di minuti, e con brani piuttosto lenti, quasi come a ridare importanza al silenzio tra le note, come si può notare molto nel brano che dà il titolo all'album, e a riflettere con calma e serenità sulla musica in generale, quella presente e quella passata. Ascoltando i brani si può notare un suo omaggio alla musica barocca, in Time present and time past, e un omaggio alla sua città natale, nel brano In a sunny small town. Ma ecco la tracklist completa dell'album Deconstruction:
1. Echoes
2. Lines
3. In the temple of my imagination
4. Time present and time past
5. In a sunny small town
6. This age
7. Go, go, go, said the bird
8. Deconstruction
Qui si può trovare il nuovo album di Pino Forastiere.
domenica 7 giugno 2015
sabato 6 giugno 2015
Riccardo Tesi, grande interprete della musica tradizionale della toscana e di tante altre regioni del mondo
E' partito dalla tradizione musicale toscana per poi arrivare a incrociare nella sua carriera altre musiche tradizionali quali quelle di altre regioni d'Italia, quelle basche, quelle malgasce, quelle inglesi e quelle francesi. Il suo nome è Riccardo Tesi, compositore e musicista toscano che ha iniziato la sua carriera alla fine degli anni '70 del secolo scorso a fianco di Caterina Bueno, una cantante ed etnomusicologa toscana molto importante per le sue ricerche sulla musica popolare soprattutto del centro-Italia. Attraverso numerosissime collaborazioni con gruppi o singoli cantanti, il percorso musicale di Riccardo Tesi è stato un progressivo arricchimento della sua conoscenza di diverse tradizioni musicali. Nel 1992 ha fondato il gruppo Banditaliana, mentre nel 2012 ha fondato il progetto Cameristico, dove il suo organetto diatonico si unisce al suono classico di violoncello, pianoforte e clarinetto. Attualmente, oltre che suonare come solista il suo organetto diatonico, è membro de I Samurai, quintetto internazionale di organetti, suona nel trio di organetti tutto italiano Triotonico, e in duo con Mauro Palmas e Maurizio Geris. Al suo attivo fino a oggi, una ventina di lavori discografici, da Il ballo della lepre, del 1981, il primo album in Italia interamente dedicato all'organetto diatonico, a Maggio, del 2014, passando per Un ballo liscio, del 1994, dedicato alla musica da ballo italiana, Acqua, foco e vento, del 2000, dedicato alla musica tradizionale pistoiese, Crinali, del 2006, una reinterpretazione della musica tradizionale dell'Appennino bolognese, Sopra i tetti di Firenze, del 2010, un omaggio a Caterina Bueno, e tanti altri ancora. Numerosi sono stati i premi e i riconoscimenti per questo musicista toscano, e i progetti musicali a cui ha collaborato. E oltre all'attività come musicista, Riccardo Tesi porta avanti anche un'intensa attività didattica, soprattutto sull'organetto diatonico, ma anche su altri strumenti tradizionali italiani. Per chi volesse conoscere più da vicino quest'artista toscano, questo è il suo sito, qui si possono trovare i suoi cd e quelli a cui ha collaborato, mentre qui è possibile ascoltarlo e vederlo in azione in alcuni video.
venerdì 5 giugno 2015
La ranchera, musica tipica del Messico
La parola ranchera deriva da rancho, la vecchia casa di campagna del Messico rurale, perché è qui che queste genere musicale è nato, nel XIX secolo, e si è sviluppato, durante e dopo la rivoluzione messicana iniziata nel 1910. Una canzone di ranchera ha una struttura ben definita, con un preludio strumentale, il canto di una strofa, il canto del ritornello, seguito da un'altra parte strumentale, il canto di due strofe, il canto di nuovo del ritornello e una chiusura cantata. I contenuti delle canzoni di ranchera erano all'inizio relativi al contesto in cui essa è nata e si è evoluta; riguardavano quindi la vita contadina, la natura, la famiglia e storie popolare relative alla rivoluzione messicana; col tempo hanno preso il netto predominio ranchere più romantiche relative a storie d'amore. Vi sono anche dei sottogeneri dela ranchera, che sono il huapango, il bolero ranchero e il corrido. Tra i cantautori più noti di ranchera vi sono José Alfredo Jimenez, Antonio Aguilar, Vicente Fernandez e Javier Solis, mentre alcuni brani famosi di ranchera sono Amanecí en tus brazos, Ella, El siete mares, Pa' todo el año, e Si nos dejan di José Alfredo Jimenez, La puerta negra e Un puño de tierra di Antonio Aguilar, De que manera te olvido, Noches eternas, Por tu maldido amor, e Volver, volver di Vicente Fernandez, Media vuelta, Payaso, e Poco a poco di Javier Solis. Qui è poi possibile vedere altri video con altre ranchere ancora.
giovedì 4 giugno 2015
Il semba, musica tipica dell'Angola
La parola semba deriva dal termine angolano masemba, che vuol dire tocco di pance; questo perché nel ballo della semba, c'è un figura prevalente su tutte le altre, che consiste, per le coppie che la ballano, prima nell'allontanare le due pance e poi nel riavvicinarle frontalmente facendo un vero e proprio tocco di pance. Questo significa il semba, genere musicale tipico dell'Angola, che è considerato il progenitore di altri generi forse un po' più conosciuti come la kizomba e il kuduro. A livello di genere musicale, i testi del semba possono riguardare sia fatti della vita quotidiana, sia importanti occasioni sociali come il matrimonio o le feste private, sia eventi politici; un tratto che caratterizza questo genere musicale in tutti i suoi temi è lo stile ironico e satirico con cui racconta i contenuti dei brani; insomma, sia che questi contenuti siano tristi o allegri, alla fine chi ascolta semba e capisce l'angolano tende più al sorriso che alla lacrima. Per quanto riguarda la danza del semba, essa è una danza di coppia, ma che spesso diventa anche una danza di gruppo, dove le coppie, che ballano abbracciate e tenendosi per mano, si riuniscono a formare un cerchio per ballare tutti insieme; un'altra caratteristica del samba è che la singola coppia si diverte ogni tanto a fare simpatiche figure, talvolta anche difficili, e questo ben si accorda con il carattere ilare dei testi di semba. Per chi volesse avere un'idea della musica e della danza del semba, è possibile iniziare a guardare questi video.
mercoledì 3 giugno 2015
Massimiliano Felice, il suo organetto diatonico e la musica tradizionale abruzzese
Aveva iniziato con la chitarra classica, ma poi ha scoperto che la sua passione era ed è l'organetto diatonico. Massimiliano Felice, abruzzese di nascita e romano d'adozione, ha iniziato lo studio dell'organetto diatonico a due bassi nel 2001, proprio negli anni in cui stava scoprendo la musica tradizionale abruzzese, da cui viene attirato sempre di più. Ed ecco allora che inizia un lavoro di studio dei canti popolari abruzzesi e delle tecniche di esecuzione della musica tradizionale abruzzese, uno studio che si svolge soprattutto sul campo, attraverso l'incontro con suonatori abruzzesi più anziani di lui. Intanto dall'organetto diatonico a 2 bassi passa all'organetto a 8 bassi, avviando una fase di perfezionamento e di ricerca su questo strumento. Massimiliano Felice da anni collabora con diverse band italiane, tra cui i Ratablò, con cui ha fatto uscire nel 2009 l'album Transubanda, i NeòsTrio, con cui ha pubblicato l'album NeòsTrio, la Nuova Orchestra SARM, con cui ha realizzato l'album Sponde, e i Blue Reed. Oltre al lavoro discografico, Massimiliano svolge anche un'intensa attività didattica facendo corsi in diverse scuole di Roma, Latina e dell'Abruzzo e tenendo dei seminari sulla musica da ballo abruzzese. Per chi volesse conoscere più da vicino Massimiliano Felice, questo è il suo sito, mentre qui è possibile ascoltarlo e vederlo in azione in diversi video.
martedì 2 giugno 2015
I DisCanto, la musica tradizionale d'Abruzzo
I DisCanto sono un gruppo musicale nato nel 1995 per iniziativa di Michele Avolio, cantautore attivo già dagli anni '70 del secolo scorso. Oltre a Michele Avolio, compositore, voce, chitarra, percussioni e bouzouki, del gruppo fanno parte anche Antonello Di Matteo,
fisarmonica, organetto, zampogna e clarinetto, Elena D'Ascenzo, voce e
chitarra, e Sara Ciancone, cori, violoncello e percussioni. Il repertorio del gruppo è costituito dalla musica tradizionale d'Abruzzo trasmessa per via orale di generazione in generazione, con canzoni d'autore in dialetto abruzzese; è un repertorio frutto di una ricerca etnomusicologica portata avanti negli anni sul campo,che ha fatto si che questo gruppo raccogliesse, della musica tradizionale abruzzese, i canti della mietitura, le incanate, le ninne nanne, le serenate, i salterelli e i canti a dispetto. Al lavoro di ricerca e di produzione musicale, i DisCanto uniscono anche un'attività sociale mirata all'integrazione sociale in tutti i quei luoghi e quei quartieri in cui se ne presenti un forte bisogno. Al loro attivo i DisCanto hanno circa 300 concerti non solo in Italia, ma anche in altri Paesi come Germania, Olanda, Francia e USA. Per chi volesse conoscere meglio questo gruppo abruzzese, questo è il loro sito, mentre qui è possibile ascoltarli e vederli in azione in alcuni video.
lunedì 1 giugno 2015
Anemamé, la musica popolare abruzzese
In Abruzzo esistono molti dialetti, come in ogni altra regione d'Italia, si sa, ma ce n'è uno che è riconosciuto in gran parte di questa regione regione del centr'Italia. E proprio lo studio di questo dialetto è alla base del progetto musicale Anemamé, nato nel 1999 a Sant'Eusanio del Sangro, in provincia di Chieti, da un idea di un cantante abruzzese doc, Claudio di Toro, che in quell'anno inizia a scrivere canzoni in questo dialetto. L'intento? Quello di recuperare, attraverso lo studio della lingua dialettale, le tradizioni e la cultura più arcaica della propria regione, per poi diffonderle attraverso la musica. E cosi, al centro del repertorio di Anemamé c'è la musica popolare abruzzese, in tutte le sue forme e le sue sfumature, anche se Claudio di Toro non disdegna poi di mixare la musica tipica della sua terra con altre sonorità, come quelle del rock e del reggae. E sempre attraverso la musica popolare abruzzese Claudio cerca anche di dare voce a 2 temi che gli stanno a cuore: le vicende delle persone più sfortunate e più svantaggiate e la cura e la salvaguardia dell'ambiente. Anemamé ha al suo attivo più di 500 concerti un po' in tutta Italia, diverse vittorie a vari concorsi di musica e 2 album: Shalom, del 2007, e Welcome to the green land, del 2011. Per chi volesse conoscere più da vicino Claudio di Toro e il suo progetto Anemamè, questo è il suo sito, mentre qui è possibile ascoltare in video alcune sue canzoni.
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